Day 700

Il diritto di dire Cazzate.

Non so bene, di preciso, da cosa derivi questa ondata di reticenza alla vaccinazione.
Quello che non capisco, nello specifico, è perché proprio il tema delle vaccinazioni risulti essere quello che più viene bersagliato dall’opinione pubblica.
Ogni giorno, ogni momento della nostra vita quotidiana, assumiamo sostanze per noi dannose. Entriamo in contatto con materiali potenzialmente cancerogeni, ma su quello non abbiamo niente da obiettare.
Mangiamo frutta che arriva fuori stagione dal Brasile, ci vestiamo con indumenti i cui materiali sono di dubbia provenienza, ai limiti del legale.
Assumiamo farmaci, specialmente quelli senza ricetta, i cosiddetti farmaci da banco, con effetti collaterali disastrosi. Integratori che costano 2 lire e non sappiamo neanche cosa ci sia dentro, ma siccome me lo ha consigliato una persona di cui mi fido, allora non può fare male. Farmaci per il mal di testa, il quale potrebbe passare nel giro 2/3 ore, perché non siamo in grado di sopportare, rendendoci di conseguenza resistenti a quella molecola, il giorno che potremmo averne realmente bisogno.
Ma per i vaccini è diverso.
Tutto mi sarei immaginato, tranne che la malattia del secolo, nell’anno del Signore 2017, fosse la disinformazione legata a doppio filo alla diffidenza.
Proviamo a capirci: nel mondo TUTTI guadagnano o tentano di creare guadagno su qualunque cosa sia in loro possesso che abbia  anche la minima richiesta di mercato.
E’ vero, chi lo fa sulla pelle degli altri, in particolar modo del più debole, merita un girone dell’Inferno tutto suo e, probabilmente, quando un pronipote di Dante Alighieri apparirà sulla terra e scriverà la Divina Commedia Capitolo II, sono sicuro che ci penserà a disegnarne uno speciale per queste persone.
Dobbiamo però provare a scindere, nei limiti della razionalità e del buon senso, due aspetti fondamentali: creare guadagni a tutti i costi non implica forzatamente farlo a discapito di terzi. E’ una possibilità, non è la normalità delle cose.
Di contro abbiamo la possibilità di fugarci ogni dubbio potendo consultare il medico di turno, vicino a noi.
Ripetendo che siamo a circa 6000 anni di evoluzione dalle prime civiltà formatesi sulla terra, abbiamo anche la possibilità di interpellare chi, nel corso degli ultimi anni, è riuscito ad ottenere una laurea in medicina moderna. E fortunatamente il nostro paese ne è ben fornito, ma non si capisce per quale ottima ragione i nostri dubbi vengono affidati alla ricerca su internet.
Internet è l’invenzione più rivoluzionaria dai tempi della ruota, riconoscerlo è la base da cui partire per effettuare un’analisi di senso compiuto, altrettanto vero è che, come ogni invenzione o aspetto della vita, ha i suoi pro e i suoi contro. Tra i pro la possibilità di informazione e comunicazione istantanea ai 4 angoli del globo da parte di qualsiasi individuo bipede senziente (mi ha sempre fatto sorridere questa cosa degli angoli del mondo, ma dal momento che stanno tornando di moda i terrapiattisti, direi che far riferimento ai 4 angoli non sia così insensato.). Tra i contro invece c’è l’apertura a tutti di poter dire la sua opinione, su ogni tipo di argomento da lui conosciuto e non, che prima era confinata nel bar di provincia, che veniva liquidata da un “Gino ma la smetti di dire cazzate dai” e che oggi invece è presa seriamente, perché quelli che leggono non possono sapere che, anche se parla in maniera coinvolgente o provocatoria, quel Gino li è un sotto-acculturato figlio di una convinzione e un pregiudizio impostogli dalla sua terza elementare. O semplicemente un provocatore di natura, che si diverte a scombinare le carte in cerca di visibilità o del suo celebre quarto d’ora di notorietà.

Quello che dobbiamo fare nei confronti di questi impostori della tastiera io non lo so, personalmente credo che un giorno sconteranno tutte queste provocazioni  e questa ignoranza culturale che si trascinano dietro.
Quello che dobbiamo fare, nei nostri confronti, è provare a informarci un pochino meglio. Preferendo canali ufficiali e testate giornalistiche serie. Il fatto che esista un mercato ampio, permette anche di confrontare visioni diverse di uno stesso fatto, che per forza non sia allineato al governo di turno se proprio siamo scettici nei confronti di quest’ultimo, ma che allo stesso tempo mantenga un certo grado di credibilità e serietà.
Oppure informarci e chiedere a chi in questo campo lavora, a chi nel campo della domanda che andiamo a porre abbia esperienza comprovata da studio teorico e empirico.
Insomma, a 17 anni dalla svolta nel nuovo millennio, siamo in grado di poter avere un’opinione indipendente e formata attraverso informazione e conoscenza, che non è istantanea, ma che richiede tempo. Altrimenti se non abbiamo il tempo di informarci, il nostro diritto di parola si trasforma, diventando bensì il diritto di dire cazzate. E mentre il primo è sacrosanto, il secondo non lo è. Il diritto di dire cazzate non ce lo avete. Non è censura: è buonsenso!
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