Day 383

Come sarebbe bello dire ”per caso”? Tu credi che ci sia davvero qualcosa che succede per ”caso”?  (Baricco)

Ci sono articoli che vanno letti piano.
Con calma.
Respirando.
Pesando le parole.
E questo perché ci sono situazioni che se non le hai passate non le puoi capire.
Ci sono storie che quando le racconti, non ti credono.
Ci sono storie che quando le racconti, non riesci a spiegarle nella sua profondità. E a dirsela tutta è già un traguardo quando ne scalfisci la superficie.
Ci sono momenti che ti senti contro tutto il mondo. Oppure tutto il mondo a favore, ma non credete che sia un vantaggio.
Ci sono tanti modi di vivere un periodo difficile, ma difficile realmente, il primo è pensare che il destino ti voglia affossare, il secondo è che ti voglia rendere più forte, la forma non cambia, la sostanza si.
Ci sono bufere che capitano solo a chi ha spalle larghe a sufficienza per affrontarle.
Ci sono proiettili che sei in grado di schivare.
Ci sono frecce che non puoi.
Altre non vuoi.
Oggi ho letto di una ragazza, o forse di qualcuno fuori dal comune, di una donna che è stata in grado ad appena un anno oltre la maggiore età, di affrontare non uno, ma un doppio trapianto bi-polmonare.
Questa è una di quelle storie. Una di quelle cose che ti lasciano lì, a minuti interi, lunghi come giornate, a riflettere.
A darti delle spiegazioni, come se esistessero.
Questa è una storia di fragilità. Questa è una storia di una persona che non aveva scelta.
Ma questa è anche, e soprattutto, una storia di una persona che ha scelto.
Questa è una storia di una persona che, guardala bene negli occhi, perché leggerai ed entrerai in uno sguardo che si traduce in una sola parola: invincibile.
Non è invincibile perché ha sconfitto il suo destino, no.
Quelle sono cazzate.
E’ invincibile perché ha capito quando era il momento di fermarsi. Di prendere tutte quelle legnate che doveva prendere. Di sentire il dolore. Quello vero. Quello che non è fisico.
E poi ha capito anche quando era il momento che quelle botte erano finite e toccava a lei, questa volta, darle di santa ragione.
Chi non conosce la fibrosi cistica può provare a immaginarlo.
Può provare a essere solidale e pensa, qualcuno ci riesce anche. Ma è come immaginare di essere sdraiato su una spiaggia caraibica ed esserci davvero. Puoi pensare di capirne le sensazioni fino in fondo, ma non arriverai mai a quella profondità di sensazione o di emozione. Stessa cosa per quella patologia. Soltanto in negativo.
Leggete la storia di questa ragazza e prendetela a esempio. Non cercate di afferrarne il senso, perché non ha senso tutto questo. Non può averlo in una ragazza di neanche vent’anni.
Ma le ha dato un senso lei.
A volte nella vita basta soltanto restare in piedi e ti dirò, forse non lo immaginerai mai, ma credimi quando ti dico che è la cosa più difficile del mondo.
E’ tutta lì, forse, la vita. Vincere la voglia di andare giù, restare lì. Anche a farsi colpire.
Ma restare lì. Anche farsi colpire forte. Ma restare lì.
Te lo dice una Donna di 19 anni. Te lo dicono queste storie.

Doppio retrapianto di polmone al policlinico di Siena
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