Day 354

11.22.63

Come già scritto altrove, sono piuttosto fanatico riguardo le serie tv. Capita poi, che guardandone molte tutte insieme, ci siano temi che ricorrono più frequentemente rispetto ad altri e quando lo fanno generalmente lo fanno contemporaneamente.
In questo caso sto parlando dei viaggi nel tempo. Molto spesso imprevedibili. Quasi sempre nel passato. Ogni volta con lo stesso fine: cambiare il corso degli eventi.

E’ un tema ricorrente di ”The Flash” che anche complici i suoi poteri, Barry Allen interferisce spesso con la cronologia degli eventi, il più delle volte provocando dei mal di testa terribili a chi tenta di dare una logica alla storia o semplicemente tenta di capirci qualcosa.
Ne fa il tema centrale uno spin-off del velocista in rosso ovvero ”dc’s legends of tomorrow” che con una vera e propria macchina del tempo proveniente dal futuro viaggiano nelle varie epoche temporali, per impedire che determinati avvenimenti accadano.

Insomma la questione dei viaggi temporali, che addirittura Einstein ipotizzava essere possibili, piace molto, soprattutto perché sfrutta quel lato cieco, forse è meglio dire oscuro, che essi rappresentano. Una storia, specie se di fantascienza trae forza e ragione d’essere da quel lato oscuro ed è sempre stato così.
Anni fa erano i robot che rappresentavano qualcosa di vicino, ma incomprensibile. Poi è arrivata la fase nucleare che nuotava nell’ignoto e rendeva ogni invenzione verosimile. Successivamente le mutazioni genetiche. C’è sempre qualcosa che ti spinge a guardare nella parte meno conosciuta del mondo come lo conosciamo.

Ho appena finito di guardare 11.22.63, una serie televisiva tratta da un romanzo di Stephen King e prodotta da quel pazzo assoluto di J.J. Abrams, il quale mi deve diverse ore della mia gioventù.
James Franco è il protagonista che deve tornare indietro nel tempo, per capire chi realmente tenta di uccidere JFK e prevenire l’omicidio. Da qui il titolo della serie.
Nei tre anni precedenti l’omicidio conosce ogni tipo di difficoltà e barriera sia emotiva che temporale. Rischia la morte in più di un’occasione e per di più conosce anche la donna della sua vita. Ma se è vero che il tempo è galantuomo è anche vero che non ammette repliche e per quanto possa sembrarci devastato il mondo che conosciamo oggi, secondo la teoria di King, ogni cambiamento del passato non può che portare a una deriva peggiore nel presente.
***SPOILER***
Se non impedisce l’omicidio si rappresenta tutta la storia per come il mondo la conosce realmente oggi, perlomeno quella americana, compreso Vietnam e tutta la scia di morte che si è portata dietro.
Se impedisce l’omicidio, quando torna scopre che durante il suo secondo mandato Kennedy non è stato in grado di mantenere le promesse fatte e si ritrova in un mondo devastato probabilmente dai russi e dalle atomiche.
Se decide di non impedire l’omicidio, ma di cercare la donna della sua vita per stare con lei, ella muore.
Praticamente non se ne esce.
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Non so, forse è vero che i viaggi nel tempo sono possibili, come ipotizzava Quel tale qualche decennio fa,  ma forse è vero anche che la linea temporale è una sola. Non so neanche se, e fino a che punto, potremo un giorno stravolgerla, in ogni caso credo che il destino abbia riservato un solo ciak e una sola scena da girare per ognuno di noi. A volte lunga a volte meno,  ma sempre una.
E credo che verosimilmente possiamo fare solo due cose: la prima arrenderci alla puntualità che il destino ha riservato per ognuno di noi, la seconda è che ”sei in onda: sorridi.”

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