Erano gli anni ’70. L’Italia, come sempre, era divisa a metà. Chi guardava al centro con tendenze destroso-liberal-cattoliche e chi, invece, sperava che un giorno tutti saremmo stati alla pari, sperava in una statalizzazione di massa, e non si vergognava a definirsi comunista. C’erano “il signore”, “il borghese” e c’era “l’operaio”. C’erano Aldo Moro e Enrico Berlinguer.
L’atteggiamento dell’Italiano è sempre il solito. Si lamentava, voleva di più, voleva questo e quello. Ma c’era una politica dietro. Limitate dall’ideologia, è vero, ma era la stessa ideologia che faceva si che si mantenesse una linea guida generale. Un Democristiano non avrebbe mai votato per un PCI, e men che meno il contrario.
Adesso vedo solo tanta confusione. Il denaro che la fa da padrone, nella politica estera (da sempre) e in quella interna, prende il posto dell’ideologia. Adesso c’è “il miliardario” e “il borhese-operaio”. Debito pubblico che aumenta e Stato che rischia il fallimento. C’è Berlusconi e l’anti-Berlusconi. E’ sparita la destra (che non è certo rappresentata da Berlusconi) ed è sparita la sinistra (che guarda alla chiesa e agli ex-MSI).
Ma, arrivati a questo punto, siamo così sicuri che le ideologie fossero sbagliate?
Ma soprattutto, in questo contesto mi vien da dire…
E come ne usciamo, da qui? Questo disastro creato dalle vecchie generazioni, chi lo paga? Noi, non penso…ha paura di no.
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