E’ estremamente interessante vedere come, effettivamente, siano particolari i metri di giudizio e di scandalo in Tv.
Nel video che ho messo, viene dato il Tapiro d’oro a un “giornalista sportivo” (spero di non offendere chi il giornalismo sportivo lo ha praticato seriamente) in quanto durante una trasmissione televisiva, durante una partita dell’Inter, offende un giocatore nerazzurro (Balotelli) reo di aver gettato la maglia in terra. Probabilmente è un episodio che, non tutti, molti ricordano e che comunque si vede nel video. L’offesa che viene fatta a questo giocatore è, in quanto di origini africane, ma figlio adottivo di due genitori Italiani, “negro di merda”. Premesso che non ne capisco molto il senso, se non quello di cercare di colpirlo offendendo una sua debolezza, anche se debolezza non è. Ma tant’è. Purtroppo sono offese che, nel calcio, ci sono. Sono vigliacche, vili, da disturbati mentali, ma ci sono. Così come ci sono nella vita di tutti i giorni. Noi continuiamo a definirci non razzisti, ma intanto continua a prendere piede un partito come la Lega e ogni settimana vediamo tra le tifoserie di tutta Italia striscioni razzisti e cori della stessa risma.
Ma a parte questa devianza, di cui non voglio star a parlare perché veramente non avrei abbastanza epiteti offensivi, la cosa interessante è un’altra.
Nel video viene “bippata” e “oscurata” la parola merda. E non negro. Cioè, per loro l’offesa è accostare la parola negro alla parola merda. Non li sfiora neanche il fatto che negro possa essere un’offesa. Tant’è che più volte viene ripetuta e fatta leggere tra i sottotitoli.
Questo problema non è un caso isolato. Anche oggi su Repubblica.it, su Gazzetta.it e su Vanity Fair (di quest’ultima non ho la certezza assoluta), si ripropone l’intervista che, sempre Balotelli, rilascia al settimanale rosa. Nell’intervista lui racconta cosa è accaduto prima che il capitano della Roma, Totti, gli desse un calcio violento e cattivo sulle gambe, arrivandogli dalle spalle. E anche in quell’occasione sembrerebbe che Totti, prima di colpirlo, lo avesse apostrofato come “negro di merda”. E anche in questa occasione, in tutte e tre le testate giornalistiche, viene scritto “negro di m…”. Ancora una volta si pensa che a essere censurata debba essere la parola merda, che effettivamente è MOLTO scandalosa, brutta, antiestetica e pericolosa da leggere per un ragazzino. Roba da matti. Io mi ricordo di cartoni animati, tra i quali Dr.Slump e Arale, dove spesso e volentieri di vedevano escrementi a giro per il cartone. Quindi non capisco il senso della censura. Inoltre anche i film ormai hanno dato libero sfogo alle parole, non esiste pellicola dove non si esterni un “merda” o un “vaffanculo” o un “cazzo”.
Probabilmente si pensa che se un bambino va a scuola a dire a un altro:”te sei una merda” è brutto. Se va e gli dice “te sei negro” no. Specie se poi questo è veramente di origini africane.
La stessa cosa accade poi per mille altre trasmissioni, programmi e offese.
Mi ricordo di una “isola dei famosi” dove veniva offesa Vladimir Luxuria appellandola con termine dispregiativo americano di gay, e non fu fatto niente di che da parte dei produttori. Mi ricordo di una Marina Ripa di Meana (o come si scrive) che offendeva su Rai2 in pieno pomeriggio (credo) Aldo Busi, definendolo una “checca”, anche qui in maniera dispregiativa, ma anche qui non si pensò minimamente a chiuderle il microfono o robe simili. Di offese così se ne posson trovare a centinaia. Tutte finite a tarallucci e vino, senza alcun richiamo o “espulsione” per chi le ha dette.
La cosa cambia quando, invece, all’interno di un programma scappa la bestemmia. Quella non solo viene censurata, le viene applicato un BIP sopra che è fortissimo, ma se possono evitano proprio di far rivedere l’immagine. Inoltre lo sventurato bestemmiatore, a meno di eclatanti pentimenti, viene squalificato dall’eventuale gioco e nemmeno ammesso in Tv nelle puntate successive. Lo stesso accade se viene duramente criticato il Papa come nell’ultima edizione de “l’isola dei famosi”.
E la giustificazione che danno è che, la bestemmia, offende la sensibilità delle persone, oltre ad essere volgare. Su questa cosa delle sensibilità riguardo alle religioni ci tornerò in futuro, perché è veramente lunga la parentesi che dovrei aprire, ma non capisco in che modo una imprecazione potrebbe offendere di più di un tentativo di umiliazione sul piano sessuale o sul piano della genetica.
Abbiamo e non ci accorgiamo di avere, una disparità di giudizio che è veramente preoccupante. Una linea confine tra ciò che accettiamo a ciò che non accettiamo su cui balla tutto il nostro razzismo. In questo momento siamo un paese, forse non razzista, ma con forti tendenze ad esserlo. Una tendenza figlia della paura che abbiamo del futuro, e delle nostalgie del passato mai superate.
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