Le elezioni vinte, perse e pareggiate.

Ok. Ci siamo. La tortura delle urne è finita (ovviamente tutti hanno vinto, avete mai sentito qualcuno dire:”abbiamo perso e ora dobbiamo risalire la china?” Eccetto Bertinotti dopo la debacle del 2008, io no.)
E adesso inizia la fase relax fino alle prossime elezioni. O meglio inizia per tutto il PD. Che da adesso fino alle successive elezioni tornerà irreperibile. Tentando poi un colpo di coda gli ultimi 5 minuti di campagna elettorale, arrivando persino a prendere addirittura posizione su qualcosa.

La sinistra radicale cercherà di nuovo di ripartire da zero, ma purtroppo dalle infauste elezioni politiche di due anni fa sarà dura rialzarsi, e chissà se ce la faranno.

L’IDV invece continua a proporsi come alterntiva di governo ed è l’unico che fa una opposizione vera a Berlusconi, ma purtroppo il loro leader non brilla per simpatia tramite empatia ed è difficile che, in un paese come questo, che si fonda sulle apparenze, riesca a fare un 20-30% per arrivare a governare senza allearsi con i derivati dei DS.

Comunque sia, le elezioni sono finite e c’è molto clamore per la vittoria del PDL. E’ vero, è vero, il conto delle elezioni è a favore del centro”sinistra”, ma le principali regioni d’Italia, quelle che contano davvero e fanno da motore del paese sono in mano alla coalizione dell’intercettato per eccellenza.
La cosa che non capisco è come mai tutto ‘sto stupore e entusiasmo. Partivano da due regioni e sono arrivati a 6, è vero. Ma è anche vero che era una cosa molto plausibile che lo facessero, e anzi io mi sarei stupito del contrario.
Andando per ordine il PDL ha vinto in:
Veneto: roccaforte della Lega Nord, è qui che nasce, è qui che fa il 60% e qui è scontata la vittoria del popolo dei libertini.

Lombardia: anche qui c’erano poche speranze per la sinistra, da quando anche la “leonessa rossa” ovvero Brescia e la “Stalingrado Italiana” ovvero Sesto S. Giovanni sono state perse,  le possibilità sono scese, azzerandosi. E poi è casa del Berlusca, vorrà dire qualcosa?

Campania: Quasi scontata la vittoria azzurra, dopo le menate con Bassolino e assistenti. La gestione Bassolino è stata etichettata come la peggiore di sempre, era dura per il PD strappare una vittoria.

Calabria: quando si parla di collusione con la mafia si pensa male, ma per riciclare un detto molto in voga al partito dell’ammmmmore: “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina!”. Libri e libri sulla collusione degli esponenti pidiellini e le ‘ndrine, evidentemente a livello legale non sono rilevanti a livello elettorale FORSE si.

Piemonte: anche qui (ahimè) ha vinto la Lega con Cota, ma c’è da dire che è stata una battaglia all’ultima scheda e che hanno vinto per il semplice fatto che la lista civica a 5 stelle promossa da grillo ha portato via una bella fetta di elettorato alla sinistra che con quei voti avrebbe vinto. Anche se chi ha votato la 5 stelle, lo ha fatto per non dare il voto al PD e forse non glielo avrebbe dato lo stesso. Quindi, sì vittoria del PDL, ma non trionfo visto che si gioca sullo 0,5%.

Lazio: scalpore per la vittoria della Polverini come se partisse menomata o con chissà quale handicap. Semplicemente non era presente la lista PDL nella provincia di Roma, che tutt’al più presenterebbe un problema per il partito stesso che non per la candidata che viene sostenuta, perché nessuno vieta agli elettori PDL di andare a votare. Ma si sà, la propaganda unita alla demagogia, fa sempre comodo, e se uno ci sa fare è letale. In una regione il cui capoluogo non ha avuto remore a eleggere un fascista come sindaco, cosa ci saremmo dovuti aspettare?
Per cui, vittoria del centrodestra alle regionali, ma non c’è da gioire per loro che hanno fatto il risultato minimo e c’è da piangere per TUTTA l’opposizione, diventa un rompicapo sempre più irrisolvibile riuscire a tirare giù Napoleone dal trono.
A proposito..un piccolo fotogramma dalle elezioni:

La sera poi c’è stato anche il tempo, per Bondi, di dire che le regioni che sono rimaste rosse (emilia-romagna e toscana) sono un pericolo, perché hanno istituito un vero e proprio sistema di potere. E la Lombardia e il Veneto allora?. Non è ancora finito il tutto che questi iniziano già propaganda. Ma si può?

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2 Risposte a “Le elezioni vinte, perse e pareggiate.”

  1. cescocesto Dice:

    era scontato che qualche regione sarebbe andata persa, mica era pensabile di ripetere l’exploit del 9-2 di cinque anni fa..
    campania e calabria erano già perse, per cui la vera partita si giocava in piemonte e lazio. ottenerle entrambe sarebbe stata vittoria, perderle entrambe, così come è stato, sconfitta.
    lazio: ho letto su vari blog dure critiche alla bonino, che invece è una con le palle che ha preso in mano una situazione in cui nessuno voleva fare la prima mossa per non prendersi poi eventuali responsabilità in caso di sconfitta, e ha portato la coalizione quasi al 50percento (con punte del 52-53 nella provincia di Roma). non riesco ad immaginarmi candidati che potessero riuscire meglio, quindi tanto di cappello.
    ridicola la polverini che parla di “miracolo” e trionfo del PdL che “in due settimane riesce a spostare i suoi voti alla lista civica della candidata” (della serie prendiamo per mongoli i nostri elettori).
    piemonte: oh, qui grillo è stato decisivo (come ti ho detto nel messaggio acido di ieri). probabilmente è vero quello che osservi, che se non c’era grillo quella gente manco sarebbe andata a votare. però la bresso aveva governato bene, aveva avviato politiche verdi e a sostegno delle famiglie “vere” e “di fatto”, per cui questo voto fa davvero girare le palle.

    quello che mi auguro dal dopo elezioni in poi è che la sinistra riesca a trovare un’intesa tra i vari partitelli (solo Sel e rifondazione insieme fanno quasi il 6% degli elettori) per ricostituire un partito che abbia un minimo di valore reale. il vero problema, diciamolo, è che non stando in parlamento non vengono invitati ai vari talk show, e quindi rimangono sconosciuti a quel 70% di italiani che si informa solo guardando la tv.

  2. freespotty Dice:

    Credo che la risposta a tante domande si trovi nella pagina fb del PD..decine e decine di persone che chiedono di cambiare gli esponenti di spicco, i dirigenti. In fondo è vero che sono i soliti democristiani di 30 anni fa e esponenti della fgci degli anni ’70 che hanno sbagliato tutto da quegli anni a tirare giù. E quindi, che ci fanno ancora li?

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