La satira aiuta: Vauro 07/01/2010

8 gennaio 2010 di freespotty

Il gioco della torre.

4 gennaio 2010 di freespotty

Si. Devo proprio dire che ci voleva! Una bella torre di 828 metri è quello che serviva. Così finalmente dimostriamo a noi stessi tutta la potenza che siamo capaci di sprigionare: il niente assoluto.

Non mi è mai piaciuta la retorica, la demagogia, ma in certi casi mi sembra quasi indispensabile.
Voglio dire: crisi mondiale alle porte, in occidente, dove i paesi per definizione sono i più ricchi, si tira la cinghia e molti capi di stato non ci pensano due volte a richiamare alla prudenza e generare allarmismi. E questi si mettono a spendere soldi in superflui monumenti, finalizzati a se stessi.
Un mese fa anche gli sceicchi dichiaravano lo stato di allerta che le vacche grasse stavano dimagrendo a vista d’occhio. Adesso invece ne escono con la torre più alta del mondo.

Mi son sempre chiesto una cosa: ma se uno ha così tanti soldi da buttar via (perché alla fine son buttati via), per quale motivo non investe in qualcosa di costruttivo? Un bel finanziamento alla ricerca per esempio?

Ma l’uomo si sa, è ingordo, è egoista, è avido e guarda solo a quello che gli crea interesse e lo può migliorare anche se a discapito degli altri.
L’uomo si. Ma lo Stato no.

Sono cresciuto con l’idea che la pena di morte fosse sbagliata. Un po’ perché è stato più volte dimostrato che non funziona come deterrente a compiere determinati reati. Un po’ perché, si sa, la legge difficilmente è uguale uguale uguale per tutti, e si arriverebbe sempre al punto che chi ha agganci si salva e chi non ne ha muore. Un po’ perché ho sempre avuto la visione dello Stato come organo superiore, di valore assoluto, che non può alimentarsi con il senso di vendetta e giustizia che è invece insito nell’uomo. Lo stato deve deve stare al di sopra, rimanere fuori dalle parti, e dare l’esempio che la civiltà non si crea con la violenza.
E così fondamentalmente è. Se si esclude qualche eccezione.

Tornando alla Torre, ecco che mi chiedo: lo Stato non dovrebbe imporre certe regole, certe norme che impediscano questi scempi?
Se l’obiettivo, lo scopo, il fine di un paese è la conservazione della specie, l’evoluzione della civiltà e lo sviluppo delle risorse, quei soldi non avrebbe più senso che andassero a finire in organi predisposti alla ricerca, qualunque essa sia?

Si fanno continuamente campagne per la solidarietà al terzo mondo. Basterebbero i soldi di quella torre, che tra parentesi ce n’è di meglio, per poter dare assistenza medico-sanitaria, alimentare e di alloggi a tutto il terzo mondo. Si leverebbero dalla strada, potrebbero studiare e contribuire anche loro allo sviluppo di tutti. Anziché lottare ogni giorno per sopravvivere, per un tozzo di pane, affrontando malattie indecenti come l’AIDS. Bambini che a 7 anni devono già essere uomini, camminare decine di chilometri per portare un secchio d’acqua, sporca,  a casa.

Ma forse è quello che vogliono evitare. Perché attualmente in questo mondo son persone così che hanno la meglio. Altrimenti, in una visione più globale, più collettiva, più responsabile, sarebbero certi riccastri, certi sceicchi, certi figli di papà, certe donnette vuote e viziate, a cadere da una torre come quella. E lo sanno benissimo.

Buon 2010..

2 gennaio 2010 di freespotty

Finisce il 2009, da parte mia dico finalmente,  e inizia il 2010. Prima di tutto, auguri a tutti, chiunque decida di passare da qui e leggere sappia che gli/le faccio i miei migliori auguri di buon anno.

Il 2010 che inizia fa da apripista ad un decennio che non so a voi, ma mi dà la sensazione che ci annunci qualcosa di diverso. Di forte. Di sconvolgente.
A parte le cazzate sul 2012 e sulla fine del mondo, mi sento che non sarà un continuo degli anni precedenti. Voglio credere che porti qualcosa di grande.

Non so spiegare il perché, ma istintivamente mi sento che sarà diverso. Meglio? Peggio? Boh..diverso!!

Anche i dittatori cadono.

13 dicembre 2009 di freespotty

La storia è maestra di vita, dicevano i nostri avi, ma l’uomo purtroppo ha la memoria corta molto spesso. Quando in Francia c’erano i vari Luigi, al tempo della regia monarchia, il potere era tutto in mano al sovrano che da solo faceva il bello e il cattivo tempo. Il popolo regge, sopporta e poi viene fuori tutto insieme con la sua irruenza. E il re viene decapitato.

Più o meno nello stesso periodo, quando l’Inghilterra passava a democrazia, il parlamento decapitava i suoi, a quel punto ex, governatori.

E così è stato per sempre, nei secoli dei secoli. Un uomo che arriva a governare non può pensare di essere esposto a soli privilegi. Deve anche prendersi le critiche, le offese, gli insulti, piegarsi e ricominciare.
In Italia, con Berlusconi presidente, questo non accade. Non è mai accaduto.
Lui è l’uomo invincibile. Lui è l’uomo che da solo vuol comandare il paese. Lui è l’uomo che può permettersi di insultare politici italiani, politici europei, partiti, Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio (quando si trovava all’opposizione). Può permettersi di gridare al colpo di stato dei giudici, quando si tutela da solo con leggi fatte in mezz’ora per il proprio tornaconto e grazie alle sue invenzioni, interi processi che coinvolgono mafiosi e criminali vengono a cadere. Può permettersi di “minacciare” chi cerca di coinvolgere la gente su ciò che è la mafia al sud. Può permettersi di censurare giornalisti dello schieramento opposto, quando possiede 3 televisioni, quotidiani, mensili, case editrici e stazioni radio.

Un governo in cui, l’esecutivo (nelle veci del Presidente del Consiglio) e il legislativo coincidono non è più una democrazia. Il parlamento che dovrebbe avere in mano il potere legislativo, più di una volta si è visto derubato delle sue funzioni e delegato alla schiera del governo (composto da tirapiedi e mezzecalze) al punto che, anche il presidente della camera ha richiamato più volte alla normale procedura dell’iter legislativo. Un sistema tale di governo, non è una democrazia, è una monarchia forse moderata, ma una monarchia.

Berlusconi non rappresenta l’Italia, rappresenta un terzo scarso di elettorato e quindi non può pensare di agire secondo i suoi interessi, perché se anche ai suoi va bene, ma il 65% degli elettori ha votato qualcun’altro.
In Italia c’è già stato un precedente (poco) illustre che voleva il potere con la forza e ha fatto una fine poco gloriosa. Il popolo quando si sente derubato dei suoi diritti, agisce secondo “istinto di sopravvivenza” e questo, in un paese democratico, è concesso e legittimo!!
L’aggressione a Berlusconi? Forse è ingiustificabile perché ritengo che chi alza le mani è sempre nel torto, ma è ampiamente comprensibile e non condannabile!!

Noi che siamo superiori.

1 dicembre 2009 di freespotty

A volte la logica dell’evoluzione è strana. Molto strana.
Mi ricordo di aver studiato che, ai tempi in cui Roma era l’Urbs, l’omosessualità non solo veniva tollerata, ma addirittura era cosa normale. Anche fra i ranghi più alti della società.

Oggi è invece il tabù dei tabù. E non c’è modo di far cambiare idea.
Oggi a Milano c’è stata un’altra aggressione a un 50enne reo di essersi fermato in luogo di prostituzione maschile. Seguito è stato poi picchiato al grido di “brutto frocio” dentro un McDonald’s.

A 2000 anni di distanza dai Romani, non solo non ci siamo evoluti dal punto di vista mentale sull’argomento sessualità, ma se possibile siamo tornati indietro.
Nel 2010 non siamo ancora liberi di poter scegliere con chi passare la nostra vita e come vivere la nostra sessualità. O meglio..la scelta c’è. Una scelta sola. Eterosessuale.
Altrimenti l’esaltato di turno, vestito di nero in ricordo nostalgico di quando i “diversi” li catturavano davvero, si sente libero di poter seguire, pedinare, fermare e picchiare il primo omosessuale di turno che ha avuto la sfortuna di trovarsi lì nel momento sbagliato al posto sbagliato.  Nel nome di una superiorità che si auto-attribuisce e che scaturisce da chissà quale ragione e motivo.
La cosa piacevole è che anche la scienza sta smontando, a colpi di prove certe e scientifiche, questa superiorità giorno per giorno.

E la chiesa vince ancora

26 novembre 2009 di freespotty

Di oggi la notizia che il senato italiano ha votato, a maggioranza favorevole, il testo che prevede lo stop della commercializzazione della pillola abortiva. Tale RU486.
La pillola è presa da milioni, MILIONI, di donne in tutto il mondo e a occhio non mi sembra che ci sia stata una strage di donne morte per essa, o che hanno avuto problemi di salute.

La motivazione che i partiti, LegaNord, PDL e UDC, hanno dato è sempre la stessa. Citano il decadimento morale, citano il decadimento dei valori, citano la troppa facilità con cui queste persone abortirebbero, provocando così un’offesa alla sacralità della vita. Stessi discorsi, stesso oscurantismo, stesso bigottismo.

Così dimostriamo ancora una volta di più, se mai ce ne fosse bisogno, di non sapere aprirsi a uno spiraglio di novità, di non sapere stare al passo col progresso, di non saper tutelare i diritti personali di tutti, ma si tende a conservare solo quelli di pochi. Diamo ancora una volta la dimostrazione che in questo paese andiamo avanti, non facendo niente. Anzi, se possibile, logoriamo così tanto alcuni temi sociali, da arrivare persino a vederli con occhio critico.
Stai a vedere che presto ricominceremo a discutere, non solo della pillola, se è il caso di impedire o meno l’aborto.

Di qualche giorno fa, invece è la notizia di quel ragazzo che era dato in coma vegetativo, quasi morte celebrale e invece era solo paralizzato, e non riusciva a parlare. A parte gli strombazzamenti a destra e sinistra, lo sventolare ai 4 venti della notizia come monito a chi parla del testamento biologico, sarebbe bene informarsi su internet su questa vicenda, perché alla tv la notizia è stata più volte “riadattata”.

E intanto la Chiesa, gongola e vince ancora…

Marijuana Cafè

24 novembre 2009 di freespotty

In America sta diventando sempre più frequente l’uso, legale,  di marijuana assunta per scopi terapeutici.

Al punto che in Oregon, a Portland, nasce il primo Marijuana café, un pub che offre le il menù tipico del pub più l’aggiunta di marijuana.
E’ aperto solo la sera e chi richiede la marijuana deve farlo dietro ricetta medica obbligatoriamente.

Sicuramente è una novità non da poco negli USA.
Si può esser d’accordo o meno, ma sicuramente rappresenta un passo avanti verso la liberalizzazione delle droghe leggere. Se sia giusto o sbagliato, nessuno può dirlo. Staremo a vedere.

No Berlusconi Day

23 novembre 2009 di freespotty

Credo che sia la prima volta nella storia di un paese civile e avanzato, che viene fatta una manifestazione, per chiedere espressamente le dimissioni del presidente del consiglio.
La cosa bella è che tutto questo movimento nasce spontaneamente dalla rete, non si tratta di propaganda politica in quanto non è presente nessun partito ufficiale come sponsor del movimento e in pochi mesi ha raggiunto più di 300.000 adesioni. E una visibilità che raggiunge anche l’estero, con alcuni quotidiani stranieri che riportano la cosa.

A questo si aggiungono anche le 335.000 firme alla lettera che Saviano, l’autore di Gomorra, ha scritto al premier. Nella lettera si chiede, in maniera del tutto pacata, l’annullamento del procedimento che porterebbe alla legge sul processo breve.

Da questi due episodi emerge chiaro e forte il disagio di una parte molto ampia di popolazione che è in serio imbarazzo per le azioni a cui il capo del governo ci mette davanti. Convinto di dover rappresentare solo la parte di elettori che lo ha votato. E forse neanche quelli, se le leggi riguardano solo lui.
Eppure dovrebbe rappresentare tutti, lo dice anche la costituzione su cui lui ha giurato. Ma l’ha letta??

Spero che il No-Berlusconi Day riesca come nelle più rosee aspettative, che se anche lui non si dimette si rende conto che è sempre più solo.

Vero o falso?

15 novembre 2009 di freespotty

“Al varo la nuova finanziaria, che vede sparire 80 milioni di euro destinati alla ricerca!” così esordiva repubblica.it ieri 14/11.
Ovviamente il giorno dopo: “Nessun taglio alla ricerca, è una notizia assolutamente falsa.” La replica del ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini.

”La banda larga e’ un investimento prioritario per il Paese. Non farla sarebbe come non aver fatto l’autostrada del Sole”  .Così il ministro Scajola anche lui ieri.
Giusto una settimana fa, ne veniva denunciata l’impossibilità dell’attuazione per mancanza di fondi dallo stesso ministro.

La nuova influenza non è pericolosa. Non c’è bisogno di creare allarmismi. Salvo poi il giorno dopo dire: “La situazione è seria, bisogna prenderla con le dovute cautele”.

Questi sono solo tre degli esempi delle ultime settimane.

Siamo arrivati ad un punto, dove non esistono più i fatti. Solo opinioni. Dichiarazioni smentite dopo un quarto d’ora, parole dette e poi rimangiate, confessioni fatte che poi vengono aggiustate in quanto incapaci di assumersi una qualunque responsabilità, di fronte al cittadino, per paura di perdere consensi.

Si processano le trasmissioni televisive, di approfondimento giornalistico, perché manca il contraddittorio.  Come se ci fosse bisogno di un contraddittorio sui fatti. La politica dell’apparenza e dell’inganno, della notizia e della censura, del consenso da guadagnare ad ogni costo per non perdere potere. Un sistema marcio. Che non può durare in eterno..

Il ricordo della battaglia persa!

13 novembre 2009 di freespotty

Eccoci qua. Come ogni anno, a Livorno, quando si arriva ai primi di novembre sentiamo il bisogno di farci del male e quindi cominciamo a ricordare le pagine più nere della nostra storia.
Si perché ormai da qualche tempo, si è presa l’abitudine di festeggiare la battaglia di El-Alamein che fu uno di quei conflitti decisivi (FORTUNATAMENTE) per le sorti della seconda guerra mondiale. Le truppe del generale Montgomery sferrarono l’attacco vincente alle truppe della “volpe del deserto”, ovvero quel Rommel che guidava le forze dell’asse. La battaglia fu un completo successo per le forze britanniche e fu un completo disastro per gli uomini tedeschi, ma peggio ancora per i parà Italiani, poiché si salvarono solo poche centinaia di soldati.

Questa celebrazione, se fosse fatta per ricordare una battaglia che simboleggiò la svolta nel conflitto mondiale dell’epoca, insieme alla battaglia di Stalingrado, potrebbe anche andare bene. Quello che non capisco io è perché questa celebrazione, sia fatta dai parà stessi, che in quella battaglia ci persero faccia e, peggio ancora, vite umane in quantità industriali.
Celebriamo una battaglia fatta a fianco dell’esercito che rappresentava la nazione guidata dal più grande criminale della storia.
Anziché nasconderci e vergognarci di questa triste pagina del nostro passato, la ricordiamo con tutti gli onori del caso.
Solo in Italia, può avvenire una cosa del genere..

Se a questo aggiungiamo anche la giornata istituita in ricordo dei morti per le “missioni di pace” dove ci presentiamo con armi, carri armati e soldati in casa di altri, uccidendo ogni giorno decine di civili del posto, mi chiedo poi da dove venga quel senso di appartenenza alla Croce del Cristo che invocava amore, pace e perdono a discapito SEMPRE della violenza, anche in punto di crocifissione, quando veniva torturato e deriso. Ci bagniamo la bocca di belle parole, di appartenenze, di cultura, di radici e di tradizioni. E poi celebriamo le guerre! Chiamala ipocrisia..
Forse se cercassimo di evitare certe figure, si rispetterebbe chi in guerra c’è morto davvero, chi la vita ce l’ha persa da
civile e chi è stato costretto a parteciparvi. Ma ho come l’impressione che con la mentalità che abbiamo oggi, sia questa solo un’utopia.